La guerra in corso in Iran e le tensioni internazionali stanno producendo conseguenze profonde e destabilizzanti a livello locale e globale.
Una di queste, che si ripercuote anche nel nostro Paese, è l’aumento del prezzo dei carburanti e questo genera una preoccupazione nelle persone e nelle famiglie. Non esistono soluzioni facili, ma circostanze di questo tipo suggeriscono che le scelte individuali e collettive possono compensare, per quanto possibile, il danno sul portafoglio. In attesa che la politica agisca per lasciare un impatto concreto e sposi una visione diversa di sviluppo urbano.
Serve un endorsement alla bici
Nei giorni scorsi ha fatto notizia la serie di consigli pubblicati dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) per azioni immediate contro il caro petrolio. Pur non comparendo un endorsement esplicito alla mobilità ciclistica – un’assenza che fa rumore – l’Agenzia ha suggerito un minore ricorso all’auto privata e ai viaggi in aereo là dove non necessario. Ha caldeggiato poi un maggiore utilizzo del trasporto pubblico e una riduzione dei limiti di velocità.
Sulla stampa si è tornati a scrivere di austerity, ma FIAB evidenzia quanto sia ormai controproducente associare un termine negativo a pratiche che fanno solo bene alle città e agli spazi pubblici. Nei suggerimenti che l’Aie ha espresso ritroviamo due delle tematiche che la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta porta avanti da oltre 30 anni di storia: più trasporto pubblico e riduzione del limite di velocità nelle città. Oggi le città 30 sono in tutta Europa un modello che convince.
Prosegui la lettura sul sito FIAB Nazionale.


