La sicurezza sulle strade è un optional? In Italia sembra proprio di sì; ne è una ennesima riprova una improvvida iniziativa parlamentare della settimana scorsa. Nel corso dell’iter di conversione del Decreto Aiuti alla Camera dei Deputati, su iniziativa dell’onorevole Roberto Pella di Forza Italia, è stato approvato un emendamento che apre di fatto agli enti locali la possibilità di distrarre risorse destinate, tra l’altro, alla sicurezza stradale, per far fronte alla copertura di spese straordinarie per energia elettrica e gas. La segnalazione di questo nuovo, piccolo ma emblematico arretramento sul fronte della sicurezza stradale arriva da Diego De Lorenzis, deputato m5s e membro della commissione Trasporti, Poste e telecomunicazione della Camera. Un parlamentare tra i più impegnati, negli anni scorsi, anche sul fronte della riforma del Codice della Strada.

Qui, sulla sua pagina Facebook, l’accaduto nella ricostruzione fatta da De Lorenzis. Che ha provato a parare il colpo con un ordine del giorno che impegnasse il governo a escludere dai proventi da stornare quelli specifici per la sicurezza stradale (“nulla osta – precisa – sull’uso dei proventi delle aree di sosta”), e a non prorogare oltre al 2022 il provvedimento contenuto nel Decreto Aiuti, confermandone il carattere di eccezionalità. Ma questo pur blando ordine del giorno è stato respinto. Il Decreto Aiuti è stato convertito in legge dalla Camera dei deputati ieri, 7 luglio, con voto di fiducia. Sul fronte della sicurezza, fa notare De Lorenzis, l’Europa si allontana: e anno dopo anno si allarga in Italia la forbice rispetto agli obiettivi che l’Ue si è data in tema di riduzione progressiva della mortalità sulle strade.

“Da ormai 10 anni le vittime sulle nostre strade sono stabilmente tra i 3200 e i 3400 all’anno” sottolinea Paolo Gandolfi, l’urbanista che, da deputato Pd era stato il relatore della legge quadro sulla mobilità ciclistica approvato nel dicembre 2017. Gandolfi attribuisce alla carenza di controlli larga parte dello stillicidio di vittime. “Finché il cattivo è chi controlla e non chi va troppo veloce – commenta – si continuerà a morire”. Con il paradosso, evidenziato da De Lorenzis, che sulle spalle del contribuente ricade poi l’impatto economico di un costo, quello della violenza stradale, che lo stesso ministero dei Trasporti ha stimato in oltre 26 milioni di euro all’anno.

 

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